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Note di regia

Ragazze in web

“Mai per Amore” è una collana di quattro film e non una vera serie, questa premessa mi  ha subito colpito ed interessato.
Ho sposato il progetto perché, oltre ad essere in compagnia di due grandi registe mi sembrava che tutti volessero un prodotto di qualità e quindi mi sono sentito protetto.
Il tema era bello, attuale e legato alle tematiche che mi interessano.  
La scelta della squadra di sceneggiatori che avevano messo insieme la Rai e la Ciao Ragazzi era sempre all’insegna della qualità. 
Ma c’erano anche dei lati del progetto che lo rendevano ai miei occhi ambizioso e rischioso allo stesso tempo, tra tutti il fatto di trattare in prima serata su Rai Uno un tema così vasto, variegato e spinoso come la violenza sulle donne. Bisognava trovare una chiave per raccontare ad un pubblico cosi eterogeneo storie con immagini e situazioni molto dure.

Abbiamo cominciato la collaborazione sin dalla stesura della sceneggiatura, e questo mi ha aiutato ad entrare e a conoscere a fondo l’argomento che stavamo trattando, e a cercare di dare un’impostazione sin da questa fase che si accostasse il più possibile a quello che sarebbe stato il film sia nella parte visuale che nella posizione che avevo sul tema affrontato.
“Ragazze in web” era quello che nascondeva più insidie e con Andrea Purgatori, lo sceneggiatore, ce ne siamo resi conto sin dal primo incontro.
Che posizione prendere nei confronti delle due protagoniste: la prima una studentessa di psicologia , interpretata da Carolina Crescentini, che per guadagnare i soldi necessari ad un tenore di vita che lei non si sarebbe potuta permettere, prima si vende su web e poi con un’ escalation negativa arriva a fare la escort per un ricco industriale. La seconda,  una laureanda in architettura, interpretata da Francesca Inaudi, è una ragazza viziata incapace di camminare da sola e rinunciare al lusso e le comodità offerte dalla famiglia. Quest’ultima si appoggerà alla nuova amica per cercare l’indipendenza intraprendendo lo stesso lavoro ma…. Non bisognava né giudicarle né compatirle e questo gioco di equilibrismo era fondamentale per la riuscita del film.
Spero di esserci riuscito, pur mantenendo coerentemente la mia posizione sul problema che investe una grandissima fascia di ragazze tra i quattordici e i trent’anni e che credo debba preoccupare tutti noi, soprattutto chi si occupa di formazione nel nostro paese.
Carolina e Francesca come del resto tutto il cast mi hanno aiutato a rendere questi personaggi veri e non solo delle icone.

Marco Pontecorvo

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