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La pizza

Bigazzi: io mangio italiano

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    Rubriche: Non solo Chef

    Ingredienti:

    Procedimento:
    La PIZZA è il piatto italiano più popolare nel mondo insieme alla pasta.Negli Stati Uniti lo è così tanto, che gli statunitensi ritengono di esserne gli inventori. La pizza è una cosa seria, importantissima, di grande tradizione,  che dovrebbe rifuggire dai fenomeni “da circo” con numeri acrobatici......Per farla servono FARINA, ACQUA , LIEVITO MADRE e FORNO A LEGNA.Cominciamo dalla legna: deve essere pulita, non può essere quella delle potature stradali cariche di residui carboniosi, ma pulita e dei boschi. Deve essere pulita e su questo non si discute.La superficie del forno su cui si poggia per la cottura, non è automaticamente purificata dalla fiamma e dal calore; la cenere deve sempre essere rimossa  altrimenti si attacca alla pasta e poi viene mangiata. L’impasto deve essere ben lievitato e gli altri ingredienti devono essere quelli veri: MOZZARELLA vera e non formaggio per pizza che non libera umidità; POMODORI veri e non passate di incerte origini (in genere cinese perché meno cara); OLIO deve essere di assoluta qualità, non Extra Vergine, poiché ormai tutti gli oli sono Extra Vergine. Ci sono le pizza della tradizione che per me esprimono il meglio della nostra cultura gastronomica e poi ci sono quelle di “grande fantasia”: peperoni, salumi, formaggi, melanzane, frutti di mare.....voglio fermarmi qui. E, per la precisione, la pizza è nata quando ancora non esistevano le bevande gassate che oggi invece sono tanto in voga. Le persone civili accompagnano una vera pizza con un buon rosso di Gragnano o un bel bianco fresco o una buona birra, meglio se alla spina, artigianale e italiana.Poi esistono le pizze surgelate, già pronte in busta con gli ingredienti, tutte industriali.  Il pizzaiolo onesto non usa per la sua pizza olio di semi di girasole, zucchero, destrosio...tutti ingredienti che spesso troviamo in molte pizze surgelate.  Volendone proprio mangiare una, controllate sempre con attenzione la lista degli ingredienti: più è breve e minore è il rischio di mangiare cose che nulla hanno a che fare con la pizza (come le uova in polvere o il latte scremato in polvere).  Sì alle pizze con l’olio di oliva, no a quello di colza o di palma o di girasole. Scegliete, se proprio dovete, un contenuto di sale più basso possibile e pizze fatte con farina quantomeno di tipo “0” che contiene più fibre di quella tipo “00”Controllate bene che riportino  la dicitura “precotta” e/o “surgelata” e prestate particolare attenzione al termine minimo di conservazione. Nei supermercati se ne trovano molte, di varia e incerta provenienza: scegliete quelle italiane, facendo attenzione a marchi che sembrano nazionali, ma che non lo sono affatto.