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Kevin Zegers

Mark Muir

In che modo Titanic. Nascita di una leggenda  differisce da altri progetti su cui hai lavorato in passato?
"Non avevo mai fatto televisione in questo modo prima d’ora. Ho fatto qualche episodio qui e lì di programmi televisivi, ma non ho mai lavorato su progetti che mi coinvolgessero così tanto. Interpretare un protagonista di rilievo è stata una novità per me. In genere, nelle serie c’è un arco temporale ben definito – che dura un centinaio di pagine. In questo caso ce n’erano circa 800.  L’arco temporale in cui si sviluppa il personaggio è stato molto più lungo. Come attore, non ti puoi rivelare subito... L’interpretazione ha un’andatura regolare. Provi a non svelare troppo, perché poi non rimane più nulla di interessante del personaggio.."

Avendo interpretato il personaggio di  Mark Muir, come lo descriveresti?
"Penso sia un personaggio in una fase di transazione, come la sto attraversando anche io. Si tratta di fare i conti con il proprio passato e capire chi sei come uomo. Lui si è sempre e dedicato al proprio lavoro e alla carriera. E’ molto bravo in questo aspetto ed è una cosa che ho in comune con lui. Lavoro da quando sono bambino e la vita scorre veloce. Poi hai 27 anni ed inizi a pensare “Voglio crearmi una famiglia? Devo comprare una casa”. Tutte cose a cui non hai mai dato peso prima, all’improvviso sono lì davanti a te.
Una volta che Mark arriva a Belfast, tutte queste cose iniziano a succedergli. Conosce per la prima volta il vero amore. Non capisce più nulla. E’ in un momento di transizione, ed è molto sincero a questo proposito. E’ molto confuso: non cerca di resistere. Tenta di capire chi era e chi è ora. Questo lo rende universalmente comprensibile. La maggior parte delle persone hanno attraversato questa fase.”

Le donne tendono a buttarsi ai suoi piedi: Joanna Yaegar, Kitty Carlton, Sofia Silvestri. E’ un ruba cuori?
"Non lo so. Penso che sia per ognuna diverso. Ogni donna trova in lui una diversa qualità attraente. Per Joanna, ha le palle per fare qualsiasi cosa. Non si adatta alle convenzioni di una società tanto rigida  come quella del 1907 o del 1908. Lui è uno che va da JP Morgan e gli dice “Tu non hai gli strumenti giusti per costruire questa nave. Hai bisogno di qualcuno come me che ti aiuti”. Sa che non sta rispettando l’etichetta, ma non gli importa. Credo che questa sia una qualità apprezzata da Joanna.
Quando incontra Kitty, a lei piace che lui sia un outsider che affascina tutti, e che sia onesto e sincero. Agli occhi di Sofia, manifesta solidarietà per le classi sociali più basse di Belfast. Al cantiere navale,  i tecnici professionisti rimangono separati dagli operai, ma Mark non segue questa consuetudine.”

Come descriveresti il suo rapporto con il costruttore navale, Andrews?
"Mark fa le cose in modo molto diverso da Andrews. E questo, come in qualsiasi rapporti di lavoro, risulta essere sgradevole. Nessuno dei due ha veramente torto. Non credo che ci sia molta differenza tra i due, motivo per il quale non provano una particolare simpatia l’uno per l’altro. Ciò che li accomuna sono gli stessi interessi: costruire una nave il più possibile sicura, nel modo più giusto possibile rispettando il più possibile le condizioni dei lavoratori. Questo è ciò che hanno in comune Andrews, Pirrie and Mark”.

Questa storia unisce momenti grandi e momenti intimi. E’ corretta quest’affermazione?
"E’ vero. Abbiamo girato per quattro mesi e mezzo, e poi abbiamo terminato con molte cose riguardanti il padre di Mark. 14 ore al giorno di scene di rapporto padre/figlio, che non sono strettamente funzionali alla storia, ma contengono una tale tenerezza, onestà e umanità. Mentre stavamo girando queste scene, mi sono reso conto di quanto questa serie permetta ai personaggi di affrontare il mondo nel quale vivono. Con le serie in costume, spesso lo spettatore può sentirsi distaccato, un po’ alienato dalla storia. Scene come quella con il padre di Mark - e le scene nel mio appartamento, dove io e Sofia siamo sdraiati insieme – sono momenti veramente umani. In tutta questa grandiosità sulla nave, il mondo di Belfast, gli scontri tra le classi… le persone vanno avanti faticosamente e vivono le stesse cose di oggi. Tutti vogliono sentirsi amati e curati, sentirsi parte di una famiglia. Vogliono sentirsi parte integrante di qualcosa, sentirsi utili.”

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