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Storie di Boschi

Le favole di Roberto Corradi

C’era una volta, e era una volta a tutto sesto se no era a sesto acuto, un popolo piccino picciò che viveva in uno stivale. Ma il popolo era numeroso e lo stivale era stretto e tutti litigavano. Litigavano quelli di là, litigavano quelli di tav e litigavano anche quelli della minoranza.

"La minoranza no" disse il sovrano dalla dentatura casual, "basta de litiga’, occupiamoci dei veri problemi". E quale poteva essere il vero problema per quel popolo che viveva nello stivale e che aveva una disoccupazione giovanile del 20%, dove gli stipendi erano bassi, le tasse erano altissime e la benzina costava come una magnum di Dom Perignon e i professori di Gela andavano ad insegnare a Udine sapendolo il giorno prima? Il senato, l’abolizione del senato. In effetti,  ma quanti problemi, nella storia, aveva dato il senato? Nel senato era stato ucciso Giulio Cesare, nei secoli erano stati senatori un cavallo, Bossi, persino Razzi, era chiaro che il senato era fonte di tutti i mali del mondo.

Il sovrano dalla dentatura casual disse che a tutto avrebbe posto rimedio lui con un abile incantesimo e chiese al popolo di avere fiducia. Ma la fiducia per il senato non si poteva mettere. E che fai, metti la fiducia per toglie' il senato? Così il sovrano dalla dentatura casual, re del popolo che viveva in uno stivale, rendendosi conto di essere in una favola, andò per i boschi. Boschi invece andò da Lilly Gruber, la fata dalle labbra importanti (e del lucidalabbra), e disse che di tutto si poteva discutere ma dell’articolo 2 no.

Si poteva discutere se nell'amatriciana ci vuole la pancetta, se nella carbonara ci vuole la cipolla, si poteva discutere delle convocazioni di Conte e dei suoi capelli, si poteva discutere dei selfie di Arisa, di Lisa Fusco e dei suoi affluenti, si poteva discutere del sorriso ammaliante di Alfano e delle scivolate di Barbara D’Urso ma dell’articolo 2, no. Barbara D’Urso, offesa e infastidita, aumentò il potere della calza che vela le sue immagini e il papa andò a rifarsi gli occhiali da un ottico uguale a Blatter dicendo “vedo tutto bene ma canale 5 si piglia una schifezza.

Poi c’è rai3 che me se vede male solo la domenica per mezz’ora”, "no, no, santità" gli risposero  "quella è Lucia Annunziata, quella è proprio così". Cammina cammina, che qua non c’entra niente ma nelle favole si usa, il vecchio Duca di Arcore, il Duca Pelli, lanciò il suo anatema e disse “vuoi sapere come ho perso dieci chili? Vota per me e scoprirai il segreto dell’eterna giovinezza”. Ma non s’era capito bene che cosa si doveva votare, non s’era capito bene di cosa parlasse il Duca e qualcuno, dal fondo della sala, il perfido Confalonieri, urlò “levateglie ‘r vino”.

Il Duca fu visto girovagare in evidente stato confusionale e Salvini, il lego del nord, mollando di corsa la ruspa in doppia fila, scambiandolo per un profugo in cerca di asilo, se lo portò a da lui, nel suo bilocale, terrezzatissimo, solo altrui e il Duca pensò “meglio a casa sua che a Casa Monica. Oddio, fosse stata de Monica…pure pure… ma lì c’è gente che va da Vespa…”. E mettendo pure Malattie Imbarazzanti su Real time pur di non vedere Vespa, il popolo dello stivale si addormentò sognando i capelli di Sandro Mayer  e tutti vissero felici e contenti…fino alla prossima favola.

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