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Il poeta contadino Eugenio Barbieri: il mangiare di scuola

Pane e Pizza

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    Rubriche: Pane e Pizza



    Procedimento:

    La puntata di oggi è rivolta ai bambini: racconterò loro una sorta di “fiaba” che ha per protagonisti i loro nonni e i loro genitori e, come ambientazione, la scuola.

    LA PRIMA COLAZIONE
    Non tutti i bambini si svegliavano alla stessa ora per andare a scuola. La sveglia delle 7.00 era quella più diffusa. Sul tavolo della cucina c’era la tazza di latte caldo con il pane. Ma, in estate, i bimbi che vivevano in campagna dovevano alzarsi molto presto. Prima di andare a scuola dovevano svolgere diversi lavoro e per affrontarli dovevano fare una colazione adeguata: ed ecco allora il salame, il lardo o la pancetta con abbondante pane insieme agli avanzi della cena.
    Arrivava l’inverno e la neve: il lungo percorso a piedi, richiedeva, oltre alla scodella di pane e latte, una bella fetta di pane e marmellata fatta in casa. Breve cenno sul senso della gerarchia; il rispetto del ruolo per ogni figura della comunità: il Sindaco, il Parroco, il Comandante dei Carabinieri e il Maestro. Il ruolo del Maestro veniva quotidianamente ristabilito attraverso l’uso della severità.

    LA MERENDA
    La merenda che il bambino portava a scuola era la fotografia delle possibilità economiche della famiglia e da essa si capiva se il bimbo fosse figlio di contadini, di operai o di avvocati.
    I poveri arrivavano in classe con un semplice pezzo di pane; il figlio di operai con la fetta di pane, burro e zucchero;  il figlio di contadini con una fetta di cotechino  o un po’ di pancetta.....
    La merenda era data anche in funzione delle esigenze del proprio figlio: osservando le vecchie fotografie si nota che i bimbi in sovrappeso erano sicuramente meno di quanti se ne vedano oggi.

    IL PRANZO
    Non esistevano le mense, quindi si mangiava in aula sul proprio banco. In inverno i bambini riscaldavano sulla stufa la propria pietanza, contenuta in una gavetta di alluminio: pasta e brodi come primo. La carne rossa si mangiava, al più, una volta a settimana. Al suo posto uova (sode o frittata) e formaggi, qualche salume.

    I nonni mangiavano cibi preparati in casa e utilizzavano alimenti provenienti da orti ed allevamenti familiari. Nulla si sprecava e i cibi erano più freschi, perché stagionali, e genuini. Anche oggi si può mangiare in modo sano, usando prodotti provenienti da allevamenti e coltivazioni che utilizzano metodi naturali, ma nessuna certificazione “biologica” potrà mai sostituirsi alla propria capacità critica di discernere e valutare.