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Lucia Vasini

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    Lucia Vasini legge brani tratti da IL SUO NOME È PASSIONE, Mondadori
    DI ALAWIYA SOBH

    "Non è solo il mio amore, ma anche il mio compagno, la mia anima gemella, mio figlio, e qualcosa di più ancora, qualcosa che conosco e che posso descrivere con un unico nome: passione." A dirlo è Nahla, una donna di cinquant'anni e voce narrante di questo romanzo in cui racconta la storia d'amore di lei, musulmana, per un cristiano. L'amore di una vita, anche se per forza di cose irrealizzato, o meglio incompiuto. Perché uno sviluppo ancorché frammentario e clandestino, l'ha avuto.
    Vero protagonista è però il corpo di Nahla, di cui lei osserva le trasformazioni nel tempo senza cedere alla disperazione. Ci racconta la sua storia nella relazione con l'amante eterno, ne esplora la memoria, ripercorrendo le esperienze che hanno segnato il suo rapporto con quel corpo. Senza rimpianti. Cinquant'anni non significano per lei la fine del desiderio. Anzi: "La consapevolezza della mia femminilità e del mio corpo è più forte oggi che nella mia gioventù".


    Gli occhi di Nahla  luccicavano quando parlava del suo corpo, di come lo avesse riscoperto in ogni epoca della sua vita, e anche ora, superati i cinquant'anni. Ora, come sempre, era il suo regno, la sua proprietà, ma non era più dominato dalla paura della prestazione...

    “Ho sempre pensato che il mio corpo, che ho amato di un amore straordinario, pari al mio amore per la vita, fosse puro e nobile. Non ho mai sentito di umiliarlo, nemmeno quando avevo relazioni passeggere. In realtà l'ho vissuto, dandogli il diritto di continuare a restare con me. Ritengo che il mio corpo custodisca dei segreti, come un grande contenitore prezioso. E ogni volta che ora, a più di cinquant'anni, ho cercato di approfondirne la conoscenza , mi ha sorpreso. Lo conosco in modo così intenso e intimo da ritenere che non verrà mai meno. Ora lo comprendo ancora di più, perché so quel che voglio e no sono felice.”

    Nahla era tutt'uno con il suo corpo, viveva in simbiosi con lui. Era sempre ansiosa di compiacerlo e di prestargli ascolto. Prima il corpo è stato la sua ossessione, e anche nei momenti più dolci dell'amore credeva che il piacere fosse solo fisico, vedeva il proprio corpo come un pianeta intorno al quale gravitavano le stelle del desiderio dell'amante per poi fondersi e diventare un'unica massa incandescente di puro piacere. Ma poi, mi ha confidato, ha iniziato a provare una sensazione nuova, che all'inizio non sapeva definire. Solo in seguito ha scoperto di cosa si trattava:
    “Quando i corpi invecchiano – mi disse – perdendo in spregiudicatezza e arroganza, vengono privati di parte dello splendore e dell'autosufficienza. Solo allora si fa strada quel sentimento leggiadro che accompagna il piacere: l'intimità. Con il passare degli anni, l'intimità accompagna la passione, ti cura, ti apre gli occhi sul vasto e meraviglioso universo del corpo.”

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