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Aspettando la fase finale

Puntate integrali

STEFANO TRUCCO

Avete commesso un crimine, cercate di giustificarvi. Nel racconto ci devono essere un calciatore e un carillon, è il 1 gennaio.

I MONDIALI DI MESSICO '70

1 gennaio.

Proposito per l’anno nuovo: morire.

Che sarebbe anche l’ora, dato che tutto, ma proprio tutto quel che mi ero prefissa 44 anni fa uccidendo mio marito non s’è realizzato. Anzi.

Farò un favore al povero signor Puppo, convincendo quel tossico di suo figlio a uccidermi in cambio degli ultimi gioielli falsi.

Non voglio farne un dramma che tanto c'è già, bello intenso.

Gambe gonfie, mobilità ridotta. Uscire quella mezz’ora al mattino per fare la spesa mi esaurisce, tanto che passo il resto del giorno in stato comatoso davanti alla tivù e poi di notte non dormo. Ci fosse l’ascensore, almeno...

Ma niente rimpianti. Il carillon con Gigi Riva che ancor oggi gira su se stesso al suono di Messico e Nuvole basterebbe a giustificare la morte di Edgardo. Ho liberato il mondo da una specie di piccolo buco nero umano. Con i soldi dell’assicurazione avrei avuto la libertà e i mezzi per diventare la più grande attrice italiana dai tempi della Duse. Già, così facevo del bene al mondo ma, generosa, avrei pure lasciato un’elegante confessione postuma su come commettere il delitto perfetto e vivere felici.

Troppo perfetto, specie la sparizione del cadavere. I soldi – meno del previsto – arrivarono solo dopo l’ictus, quando non mi servivano più. Amen.