Procedimento: L'annata delle olive è stata una delle peggiori di questo dopoguerra. Il clima piovoso di giugno e luglio e quello estivo di settembre, ottobre e novembre hanno fatto aumentare a dismisura la presenza della mosca olearia; poche zone si sono salvate. E' un peccato perché questo ha riflessi su una delle straordinarie risorse del nostro paese, l'olio di oliva, e su una delizia non a tutti nota, rappresentata dalle olive da tavola. Sotto ranno (così dette al naturale), schiacciate con pietra o mattone, sott'olio con aglio e semi di finocchietto, infornate in tutti i modi con spicchi e/o buccia di arancio e limone…..potrei continuare all'infinito e dire in quanti modi le olive da tavola sono conciate per essere conservate. Conservate il più a lungo possibile, spesso come unico companatico, come accadeva per i nostri nonni che più volte la settimana consumavano pane e olive godendo di un cibo sublime: buon pane (grano italiano, acqua di fonte, lievito madre e forno a legna) e olive. Quando, tanti anni fa, andavo a caccia in Calabria portavo con me Pane di Cerchiara e olive schiacciate con aglio e semi di finocchio. A distanza di decenni lo ricordo ancora come un cibo assolutamente eccezionale. C'è un distinzione fra olive da olio e da tavola, ma secondo me, non è assoluta. Dalla Nocellara del Belice si hanno splendide olive da tavola e meravigliosi oli; lo stesso dicasi per la grande oliva Ascolana, un capolavoro da brevettare nel mondo che può essere usata anche per olio. Lo stesso vale per la Bella di Cerignola. Queste ed altre splendide cultivar italiane dovrebbero essere meglio protette, hanno sapori e aromi particolarissimi, una propria personalità…non come quelle spagnole, abbondantemente irrigate che sono solo grandi. Il nostro patrimonio olivicolo, che annovera il 50% delle cultivar mondiali dell'olio, merita ben altra attenzione normativa e protezione per essere adeguatamente salvaguardato, rispetto a quanto non lo sia realmente.Per tornare all'inizio, concludo ricordando che la mosca ha colpito in Italia e non solo; bisogna stare attenti a mangiare le olive. I nostri olivicoltori sono ricorsi a trattamenti contro di essa, ma con notevoli attenzioni. Non sono sicuro che gli altri (Spagna, Tunisia e Grecia) abbiano fatto altrettanto. Procedimento:
L’annata delle olive è stata una delle peggiori di questo dopoguerra. Il clima piovoso di giugno e luglio e quello estivo di settembre, ottobre e novembre hanno fatto aumentare a dismisura la presenza della mosca olearia; poche zone si sono salvate. E’ un peccato perché questo ha riflessi su una delle straordinarie  risorse del nostro paese, l’olio di oliva, e su una delizia non a tutti nota, rappresentata dalle olive da tavola. Sotto ranno (così dette al naturale), schiacciate con pietra o mattone, sott’olio con aglio e semi di finocchietto, infornate in tutti i modi con spicchi e/o buccia di arancio e limone…..potrei continuare all’infinito e dire in quanti modi le olive da tavola sono conciate  per essere conservate. Conservate il più a lungo possibile, spesso come unico companatico, come accadeva per i nostri nonni che più volte la settimana consumavano pane e olive godendo di un cibo sublime: buon pane (grano italiano, acqua di fonte, lievito madre e forno a legna) e olive. Quando, tanti anni fa, andavo a caccia in Calabria portavo con me Pane di Cerchiara e olive schiacciate con aglio e semi di finocchio. A distanza di decenni lo ricordo ancora  come un cibo assolutamente eccezionale. C’è un distinzione fra olive da olio e da tavola, ma secondo me, non è assoluta. Dalla Nocellara del Belice si hanno splendide olive da tavola e meravigliosi oli; lo stesso dicasi per la grande oliva Ascolana, un capolavoro da brevettare nel mondo che può essere usata anche per olio. Lo stesso vale per la Bella di Cerignola. Queste ed altre splendide cultivar italiane dovrebbero essere meglio protette, hanno sapori e aromi particolarissimi, una propria personalità…non come quelle spagnole, abbondantemente irrigate che sono solo grandi. Il nostro patrimonio olivicolo, che annovera il 50% delle cultivar mondiali dell’olio, merita ben altra attenzione normativa e protezione per essere adeguatamente salvaguardato, rispetto a quanto non lo sia realmente.Per tornare all’inizio, concludo ricordando che  la mosca ha colpito in Italia e non solo; bisogna stare attenti a mangiare le olive. I nostri olivicoltori sono ricorsi a trattamenti contro di essa, ma con notevoli attenzioni. Non sono sicuro che gli altri (Spagna, Tunisia e Grecia) abbiano fatto altrettanto.



]]>